Saggio 27 maggio 2017

Quest’anno la nostra associazione compie 5 anni, un bellissimo traguardo per noi e per questa piccola ma speciale realtà. Pensando al nostro compleanno abbiamo rivissuto un po’ la nostra storia, e, col sorriso, abbiamo ricordato le avventure del nostro cammino. Molti di voi ci seguono da anni, e probabilmente hanno visto tutti i nostri spettacoli, ma altri ci conoscono stasera per la prima volta. Così, abbiamo pensato di raccontarvi come è nata la pazza idea di passare le serate appesi per aria e perché continuiamo a farlo con passione sempre più grande.

Nel 2009, proprio qui, durante il centro estivo del Bearzi, l’acrobata Gabriel Iturraspe si esibì, raccontando la sua vita attraverso la magia della danza aerea. Tutti i ragazzi rimasero molto colpiti, ma Giovanni e Daniele si innamorarono perdutamente della leggerezza che il corpo poteva assumere in aria, tanto che chiesero a Gabriel di poter imparare da lui. Gabriel però, abitando a Firenze, non poteva essere presente regolarmente per le lezioni, così Giovanni e Daniele decisero di provarci da soli, cercando di ricordare i suoi insegnamenti… e sperando che andasse tutto bene. Dopo un anno di allenamenti solitari, un giorno Elisa li vide e rimase affascinata da quei tentativi un po’ folli di usare i tessuti e subito si unì al duo, curiosa anche lei di scoprire e imparare questa disciplina sconosciuta…

Allenarsi sui tessuti era diventata ormai una necessità, era troppo bello essere sospesi a svolgere acrobazie e lasciare il corpo libero di muoversi nell’aria. Svolta qualche piccola esibizione, aveva iniziato a farsi strada il bisogno di costruire un’identità e ampliare il gruppo. Fondamentale, in questo senso, è stato il supporto della cooperativa “il Domani”, che ha organizzato il nostro primo corso di danza aerea e il primo saggio in questa palestra, nel freddissimo febbraio del 2012. Tra i tre allievi di quel corso c’era anche il fedelissimo Gian che non ha più abbandonato i tessuti.

La cooperativa è stata un aiuto fondamentale per crescere, ma stava nascendo il desiderio di creare una realtà autonoma: così fu fondata l’associazione sportiva dilettantistica. Le persone c’erano, bisognava solo trovare un nome: tumbler, da acrobata, più art. Facile, no? Forse immaginavate che la scelta del nostro nome fosse il frutto di mille sofisticati ragionamenti, però Tumblerart funziona, vero? Il primo anno c’erano solo cinque allievi, che a fine corso hanno presentato lo spettacolo dal titolo “Equilibrio a due, acrobazie tra i sentimenti”. Tra loro c’era anche Laura, che due anni dopo è entrata a far parte del direttivo.

Nell’estate del 2015 gli impegni tra spettacoli e workshop cominciarono ad essere troppi per i soli cinque componenti del direttivo. I partecipanti ai corsi erano sempre più numerosi e cresceva la voglia di esibirsi il più possibile. Così, Giovanni propose di creare il Big Team, un gruppo che si allena in modo intenso, quasi agonistico, finalizzato alla ricerca di acrobazie di alto livello e coreografie di gruppo molto evolute. Gli allievi che hanno scelto di partecipare, con la loro voglia di impegnarsi, crescere ed allenarsi, hanno dato una grande spinta a tutto il team. Gli allenamenti dello scorso anno sono culminati in Report, un saggio finale centrato sul tema dell’ambiente. Questo spettacolo è stato entusiasmante, ma anche molto impegnativo e logisticamente complesso, tanto che non è stato possibile presentarlo in altre location. Da qui la necessità di creare uno spettacolo itinerante, che desse rilievo alla crescita individuale di ogni atleta. Così, è nato Sylka che rappresenta il tessuto e ciò che ci unisce.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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